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mercoledì 26 giugno 2013

DEBUTTO ROMANO DI RAGNATELE DI VITA di Carmela Mantegna e Neva Biagiotti


Debutto romano di RAGNATELE DI VITA

di Carmela Mantegna e Neva Biagiotti

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26 Giugno, 2013 - La fine di Maggio, esattamente il 25, a Roma nella libreria Mondadori di via del Pellegrino, ha rappresentato non una fine, ma il debutto per il duo di scrittrici Neva Biagiotti e Carmela Mantegna con il loro "Ragnatele di vita nel mondo librario. Molti sono stati i partecipanti alla bella presentazione dove le due autrici, coadiuvate dall'introduzione della D.ssa DanielaTroiani, psicologa e counselor Prepos, hanno saputo tenere i presenti incollati a quello che loro stavano raccontando sulla nascita di questo loro lavoro e su tutto l'iter della realizzazione oltre che, nonostante la distanza (Biagiotti è di Lucca e Mantegna di Crotone), l'amore per la scrittura, le moderne tecnologie, ma soprattutto un'amicizia alla base, si possono realizzare grandi progetti.

Neva e Carmela fanno perciò il loro ingresso nel mondo della narratività educativa ove non si racconta la vita solo per esprimere le proprie personali emozioni, ma si fa della narrazione uno strumento per far crescere al positivo.

"Ragnatele di vita" narra per narrare, ma anche per far narrare intorno al personaggio del ragno e a un girotondo di amici dalla personalità diversa a cui il protagonista Bruno regala il meglio di sé e da cui attinge le risorse migliori per crescere. Senza svelare tratti salienti della narrazione a chi deciderà di leggerlo, è notevole osservare come le mani scriventi si sono divertite nell'immaginare e nell'organizzare tutto l'intreccio narrativo costruendo un'architettura scenografica e narrativa degna di nota.

Aspetto da non dimenticare è la base scientifica su cui si poggia il lavoro delle due counselor-narratrici, ovvero la teoria della Scuola di Counseling Relazionale Prepos diretta dal Prof. Vincenzo Masini,Psicoterapeuta e Counselor, curatore inoltre dell'Introduzione di "Ragnatele di vita" edito da Montag.

Biagiotti e Mantegna, dopo le molte domande poste loro dal numeroso pubblico romano, hanno sentenziato all'unisono che è un libro dove gli adulti possono attingere molti consigli "ragneschi", che possono leggere ai loro bambini proprio per l'ambivalenza che sta alla base di questa fresca opera resa ancora più scorrevole dai tanti apporti grafici deliziosamente elaborati da Neva e Carmela e dai personaggi curati fino all'ultimo dettaglio e quindi anche molto accattivanti per l'infanzia.

Quello che emerge dalla scorrevolissima lettura di questo testo, è la fluidità nella scrittura ma sopratutto quel modo di scrivere che ti cattura e fa quasi dimenticare la cognizione del tempo per la sete di sapere come il libro andrà a finire.

          Francesco Cosimini




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Il numero di Giugno 2013
Primo libro per Neva Biagiotti


Primo libro per Neva Biagiotti


La comunità barghigiana scopre con orgoglio la presenza di un nuovo talento letterario tra i suoi abitanti. Lo scorso 25 maggio infatti la fornacina Neva Biagiotti, insegnante presso la scuola dell’infanzia della frazione, ha presentato con la coautrice, il suo primo volume a Roma, presso una libreria Mondadori dislocata in centro, nella suggestiva cornice delle stradine che si snodano tra il Pantheon e Piazza Navona.

Si tratta di “Ragnatele di vita”, libro scritto a quattro mani con una collega calabrese, Carmela Mantegna. La presentazione, curata dalla dottoressa Daniela Troiani, ha avuto buon successo, trasformandosi in una vera e propria tavola rotonda la cui base è stata l’interazione e il dialogo tra autrici e pubblico.

Ma come nasce questo volume?

Le due insegnanti hanno maturato questa collaborazione attraverso la scuola di counseling relazionale di PREPOS (PREvenire è POSsibile), frequentata da entrambe ma in luoghi e anni diversi. Dopo essersi conosciute ad uno dei convegni di San Valentino, tradizionalmente organizzati ogni anno dall’associazione, le due colleghe sono rimaste in contatto per via telematica; in particolare Carmela chiese a Neva di partecipare con propri contributi ad un suo blog; da questa proficua esperienza di collaborazione è nata, dopo qualche tempo, la proposta di scrivere un libro a quattro mani.

In questo modo inizia la storia del ragnetto Bruno Prepos, protagonista di “Ragnatele di vita”: la sua nascita, le sue vicissitudini, i suoi incontri e i suoi sentimenti maturano attraverso un percorso  a tappe, segnato non solo dalla piacevolezza della lettura ma anche dal filo logico narrativo, attraverso cui le due autrici bene illustrano quale è stato il loro percorso nella scrittura di questo volume.

Scrivere questo libro è stato infatti per le due docenti e counselor relazionali un continuo e ricco confronto, dove si sono susseguiti lungo mesi, tra Lucca e Crotone, i suggerimenti e le domande su cosa sarebbe capitato al piccolo protagonista; così la storia è diventata l’inizio di una catena di storie, il cui maturare è stato condotto come un gioco tra bambine, ma vissuto con la saggezza e la consapevolezza di adulte.

Questo tipo di lavoro si riflette anche sull’identità dei beneficiari del libro: se ad un primo sguardo appare come un volume per l’infanzia, in realtà il libro deve essere meglio definito come un libro per bambini ma mediato dagli adulti. La destinazione di questo volume infatti è polivalente rispetto all’età: si tratta di un “invito a muoversi liberamente in una economia di scrittura creativa aperta a più sfondi e prospettive”, per cui il testo può essere apprezzato dai bimbi come dagli adulti, che vi possono trovare non solo una narrativa educativa, operativa e propositiva, ma anche abbondanti spunti e tracce del counseling relazionale e della teoria di PREPOS.

Il volume, la cui introduzione è stata curata dal prof. Vincenzo Masini, direttore di PREPOS,  è stato portato dalla  casa editrice Montag di Tolentino, alla Fiera del Libro tenutasi lo scorso mese a Torino.

La presentazione del libro, già tenutasi a Crotone, è prevista anche per Barga: sarà l’occasione non solo di porgere i complimenti a Neva, nostro nuovo talento letterario, per il lusinghiero risultato raggiunto, ma anche per apprezzare il suo lavoro e conoscere questa particolare tipologia narrativa.

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domenica 23 giugno 2013

 
News da PrepoS Crotone

 

                   Counseling, un' esperienza di completa libertà emotiva

image23 Giugno, 2013 - Quali sono le risorse più autentiche e produttive di una comunità? Se si prescinde dalle risorse economiche, che stanno a fondamento della vita quotidiana di ogni cittadino, e che non dovrebbero mai mancare, di altrettanta importanza per una comunità sono le risorse umane.

Senza dover necessariamente scomodare la classica divisione dell’essere umano in anima e corpo tutti ci rendiamo conto ormai che un benessere economico non legato allo sviluppo integrale della persona umana è in realtà un falso benessere.

E’ la stessa crisi economica con i suoi drammi legati alla depressione e ai suicidi di coloro che la subiscono come un uragano che piomba violentemente sulle loro vite che ci insegna a sostenere che la salute dell’anima (psiche) si rende oggi più urgente di qualsiasi altra necessità.

In tale contesto antropologico quanto sono da valorizzare quei singoli e quelle associazioni di persone che dopo una lunga e qualificata formazione professionale nell’ambito delle relazioni d’aiuto ad una serena consapevolezza di se stessi decidono di offrire consulenza, tempo, energie e denaro a favore del prossimo.

Se i nostri amministratori e tutti coloro che rivestono posizioni determinanti nella nostra comunità cittadina riuscissero a vedere oltre le finestre dei loro uffici si accorgerebbero che a Crotone da qualche anno esiste e opera l’associazione di Counselor relazionali Prepos Crotone fondata dalla Prof. Carmela Mantegna insieme ad altre socie, che ne condividono il percorso e gli obiettivi.

L’associazione, legata alla Libera Università del Counseling (Prevenire è possibile) iniziata in Italia dal prof. Vincenzo Masini, oltre a promuovere una scuola triennale di Counseling, ha promosso quest’anno un itinerario di incontri laboratoriali di tipo autobiografico destinato a tutti coloro che intendono conoscersi per comprendersi. Si tratta di percorsi di consapevolezza e di crescita personale allo scopo di fare un bilancio del proprio vissuto personale per sviluppare un contatto più consapevole con se stessi e migliorare le proprie relazioni.

Da ottobre a giugno 2013 la prof. Mantegna ha guidato magistralmente una serie di laboratori autobiografici che hanno riscosso un notevole successo tra i partecipanti. Strettamente legati alla capacità di esprimere la positività del proprio essere in qualsiasi condizione esistenziale la persona si trovi e condotti con una metodologia creativa che ha privilegiato una didattica interattiva, motivazionale e dialogica i laboratori da quello del dove sei? a quelli sul profumo dei ricordi, il sapore di sé, la vita come un romanzo, dall’album di famiglia alla scrittura di sé, la narrativa sul lavoro hanno aiutato i partecipanti a promuovere la competenza alla presentazione di sé come un esercizio di autostima e di autorizzazione alla promozione delle proprie capacità, esperienze e progetti, e allo stesso tempo a saper distinguere ciò che blocca questa promozione alla crescita personale.

I motivi conduttori di ciascun laboratorio autobiografico e i suggerimenti per sviluppare una sana ed efficace relazionalità hanno avuto come orientamento la necessità di interrogarsi sulle proprie capacità di ascoltare e di ascoltarsi, di narrare le proprie relazioni con se stessi, con gli altri e con il mondo, nonché l’impegno a dialogare con i propri desideri e aprirsi al cambiamento, e a dare inoltre un senso ad ogni distacco e cambiamento.

Particolare spazio è stato attribuito nei laboratori alla introspezione sulla propria economia di vita come spazio per riprogettare anche le relazionali professionali. Non sempre è facile raccontare la propria esperienza professionale, sono tante le limitazioni che bloccano l’apertura per paura di sembrare incapaci o votati al fallimento quando invece la rimozione di semplici o complessi fattori esterni o interni che siano possono riequilibrare i conflitti tra identità personale e professionale. E’ emerso dai laboratori, specialmente da quello sulla narratività del lavoro, che bisogna imparare a rimotivarsi per favorire l’emergenza di nuovi progetti di vita.

Attraverso gesti semplici come l’invito a sfogliare un album fotografico, a ricordare profumi che evocano sapori, emozioni o eventi particolari della memoria, e che fanno scaturire sensazioni piacevoli, l’esistenza può riprendere il suo cammino in una linea di continuità con il passato, aprendosi al futuro e restituendo significato ad ogni suo più piccolo frammento. Ad esempio, secondo alcuni dei partecipanti “il profumo del caffè la mattina mi riporta a pensare a mia madre, quando preparava la colazione”.

Oppure, “a volte, mi piace indossare le maglie che erano di mia madre, perché mi sembra di sentire ancora il suo odore su di esse”. “Mi piace sentire l’odore del pane caldo e mi viene da sorridere, quando lo sento”. “Una curiosità, da poco ho comprato un profumo che usavo da ragazza e lo metto con grande gioia ogni volta che esco di casa. Mi rende allegra e più gioiosa, forse, mi riporta all’età dell’adolescenza”. E ancora: “un profumo che non amo molto è quello dei fiori, che associo immancabilmente all’odore del cimitero”.

Anche l’invito a raccontare la propria vita come se fosse un romanzo attraverso un brevissimo racconto si è rivelato tra i partecipanti molto incisivo e coinvolgente dal punto di vista emozionale giacchè la scrittura di sé nella finzione del racconto ha esternato un’interiorità che necessitava di uscire fuori dal proprio io.

Se a tutto ciò si aggiunge l’elemento del gruppo, caratteristica che supera il classico lettino dello psicanalista perché aggiunge alla relazione d’aiuto l’esperienza collettiva e quindi il confronto e la considerazione di non essere unici nella detenzione di un problema emozionale, nonchè l’ambiente domestico che aiuta a creare un clima di serenità e di cordialità e soprattutto ad incontrare chi ha bisogno di migliorare le proprie relazioni nel proprio vissuto personale, cioè laddove spesso queste relazioni si imbrigliano, il quadro dei laboratori autobiografici che con tanto zelo, gratuità e amore del prossimo vengono condotti dalla prof. Carmela Mantegna nella nostra città si completa e si proietta verso orizzonti che meritano di essere considerati quali risorse del nostro territorio da incentivare e da qualificare come bene comune.

Senza nulla togliere all’esperienza volontaristica del Counseling relazionale dell’Associazione PREPOS CROTONE, che è fondativa del Counseling medesimo, se tante delle risorse finanziarie destinate ad iniziative culturali di scarsa qualità venissero destinate con più oculatezza e soprattutto sulla base di un progetto in cui si privilegia il benessere e lo sviluppo integrale della persona umana, probabilmente da singole e pionieristiche esperienze di counseling si passerebbe a un vero e proprio esercito della salvezza, quantomeno chiunque saprebbe a chi rivolgersi quando si affaccia nel cuore e nella mente la sensazione e il pericolo di avere bisogno di aiuto.

       Giuseppe Gangale

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