News da PrepoS Crotone
Counseling, un' esperienza di completa libertà emotiva
Senza dover necessariamente scomodare la classica divisione dell’essere umano in anima e corpo tutti ci rendiamo conto ormai che un benessere economico non legato allo sviluppo integrale della persona umana è in realtà un falso benessere.
E’ la stessa crisi economica con i suoi drammi legati alla depressione e ai suicidi di coloro che la subiscono come un uragano che piomba violentemente sulle loro vite che ci insegna a sostenere che la salute dell’anima (psiche) si rende oggi più urgente di qualsiasi altra necessità.
In tale contesto antropologico quanto sono da valorizzare quei singoli e quelle associazioni di persone che dopo una lunga e qualificata formazione professionale nell’ambito delle relazioni d’aiuto ad una serena consapevolezza di se stessi decidono di offrire consulenza, tempo, energie e denaro a favore del prossimo.
Se i nostri amministratori e tutti coloro che rivestono posizioni determinanti nella nostra comunità cittadina riuscissero a vedere oltre le finestre dei loro uffici si accorgerebbero che a Crotone da qualche anno esiste e opera l’associazione di Counselor relazionali Prepos Crotone fondata dalla Prof. Carmela Mantegna insieme ad altre socie, che ne condividono il percorso e gli obiettivi.
L’associazione, legata alla Libera Università del Counseling (Prevenire è possibile) iniziata in Italia dal prof. Vincenzo Masini, oltre a promuovere una scuola triennale di Counseling, ha promosso quest’anno un itinerario di incontri laboratoriali di tipo autobiografico destinato a tutti coloro che intendono conoscersi per comprendersi. Si tratta di percorsi di consapevolezza e di crescita personale allo scopo di fare un bilancio del proprio vissuto personale per sviluppare un contatto più consapevole con se stessi e migliorare le proprie relazioni.
Da ottobre a giugno 2013 la prof. Mantegna ha guidato magistralmente una serie di laboratori autobiografici che hanno riscosso un notevole successo tra i partecipanti. Strettamente legati alla capacità di esprimere la positività del proprio essere in qualsiasi condizione esistenziale la persona si trovi e condotti con una metodologia creativa che ha privilegiato una didattica interattiva, motivazionale e dialogica i laboratori da quello del dove sei? a quelli sul profumo dei ricordi, il sapore di sé, la vita come un romanzo, dall’album di famiglia alla scrittura di sé, la narrativa sul lavoro hanno aiutato i partecipanti a promuovere la competenza alla presentazione di sé come un esercizio di autostima e di autorizzazione alla promozione delle proprie capacità, esperienze e progetti, e allo stesso tempo a saper distinguere ciò che blocca questa promozione alla crescita personale.
I motivi conduttori di ciascun laboratorio autobiografico e i suggerimenti per sviluppare una sana ed efficace relazionalità hanno avuto come orientamento la necessità di interrogarsi sulle proprie capacità di ascoltare e di ascoltarsi, di narrare le proprie relazioni con se stessi, con gli altri e con il mondo, nonché l’impegno a dialogare con i propri desideri e aprirsi al cambiamento, e a dare inoltre un senso ad ogni distacco e cambiamento.
Particolare spazio è stato attribuito nei laboratori alla introspezione sulla propria economia di vita come spazio per riprogettare anche le relazionali professionali. Non sempre è facile raccontare la propria esperienza professionale, sono tante le limitazioni che bloccano l’apertura per paura di sembrare incapaci o votati al fallimento quando invece la rimozione di semplici o complessi fattori esterni o interni che siano possono riequilibrare i conflitti tra identità personale e professionale. E’ emerso dai laboratori, specialmente da quello sulla narratività del lavoro, che bisogna imparare a rimotivarsi per favorire l’emergenza di nuovi progetti di vita.
Attraverso gesti semplici come l’invito a sfogliare un album fotografico, a ricordare profumi che evocano sapori, emozioni o eventi particolari della memoria, e che fanno scaturire sensazioni piacevoli, l’esistenza può riprendere il suo cammino in una linea di continuità con il passato, aprendosi al futuro e restituendo significato ad ogni suo più piccolo frammento. Ad esempio, secondo alcuni dei partecipanti “il profumo del caffè la mattina mi riporta a pensare a mia madre, quando preparava la colazione”.
Oppure, “a volte, mi piace indossare le maglie che erano di mia madre, perché mi sembra di sentire ancora il suo odore su di esse”. “Mi piace sentire l’odore del pane caldo e mi viene da sorridere, quando lo sento”. “Una curiosità, da poco ho comprato un profumo che usavo da ragazza e lo metto con grande gioia ogni volta che esco di casa. Mi rende allegra e più gioiosa, forse, mi riporta all’età dell’adolescenza”. E ancora: “un profumo che non amo molto è quello dei fiori, che associo immancabilmente all’odore del cimitero”.
Anche l’invito a raccontare la propria vita come se fosse un romanzo attraverso un brevissimo racconto si è rivelato tra i partecipanti molto incisivo e coinvolgente dal punto di vista emozionale giacchè la scrittura di sé nella finzione del racconto ha esternato un’interiorità che necessitava di uscire fuori dal proprio io.
Se a tutto ciò si aggiunge l’elemento del gruppo, caratteristica che supera il classico lettino dello psicanalista perché aggiunge alla relazione d’aiuto l’esperienza collettiva e quindi il confronto e la considerazione di non essere unici nella detenzione di un problema emozionale, nonchè l’ambiente domestico che aiuta a creare un clima di serenità e di cordialità e soprattutto ad incontrare chi ha bisogno di migliorare le proprie relazioni nel proprio vissuto personale, cioè laddove spesso queste relazioni si imbrigliano, il quadro dei laboratori autobiografici che con tanto zelo, gratuità e amore del prossimo vengono condotti dalla prof. Carmela Mantegna nella nostra città si completa e si proietta verso orizzonti che meritano di essere considerati quali risorse del nostro territorio da incentivare e da qualificare come bene comune.
Senza nulla togliere all’esperienza volontaristica del Counseling relazionale dell’Associazione PREPOS CROTONE, che è fondativa del Counseling medesimo, se tante delle risorse finanziarie destinate ad iniziative culturali di scarsa qualità venissero destinate con più oculatezza e soprattutto sulla base di un progetto in cui si privilegia il benessere e lo sviluppo integrale della persona umana, probabilmente da singole e pionieristiche esperienze di counseling si passerebbe a un vero e proprio esercito della salvezza, quantomeno chiunque saprebbe a chi rivolgersi quando si affaccia nel cuore e nella mente la sensazione e il pericolo di avere bisogno di aiuto.

Nessun commento:
Posta un commento