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lunedì 14 ottobre 2013

NEWS DA PREPOS CROTONE


    D.ssa Carmela Laratta
Medico di continuita' assistenziale
Counselor in formazione(Prepos Crotone)


L’originale qual’è ?



 Secondo la mia opinione personale, nel nostro percorso di vita, basilare importanza rivestono non solo l’amore, l’amicizia, lo studio, il lavoro, gli affetti, e altro, ma anche -e anzi soprattutto- la passione, intesa come interesse vitale, ossìa quegli spazi liberi-di mente o corpo- che ci attraversano e ci possiedono pienamente, e che magari non hanno alcun significato per altri, mentre sono irrinunciabili per noi-
Può essere, ad esempio, il creare qualcosa con le mani, o il leggere, o il fare ginnastica, o altro, che possiamo considerare (ed è una libera scelta che nessuno ci impone) una sorta di sorriso, personalissimo ed intimo, da riservare alla propria anima e nel quale perdersi: una qualunque cosa, purché sia tutta nostra.
Poiché, se la società di oggi è subdolamente orientata verso la più piatta omologazione, tendendo a sopprimere l’essenza base della persona, tutto cio’ che va contro questa moda di malato conformismo serve a conferire -finalmente –l a giusta dignità di individuo all’individuo, che,così,
puo’ gridare il proprio no al “tutto uguale “delle vite altrui, ed il proprio sì al ”tutto diverso”della vita propria.
Vita che non è influenzata soltanto da parametri esterni, poiché se è vero che tendiamo tutti verso la gratificazione nei vari ambiti (studio, lavoro, coppia), è altresì vero che MAI come in questo periodo si assiste al dilagare continuo e martellante di tecniche di psicanalisi, corsi di coaching, percorsi per raggiungere l’autostima, ecc.,che ci “costringono”a fermare la corsa per guardare cosa c’è dentro.
Per tutta la vita troviamo, senza averlo chiesto, persone che ci dicono cosa dire, come dirlo, cosa fare, dove andare, ecc.: grandi esperti in tutte le più svariate occasioni  e circostanze di fronte agli altri.
 Mentre, secondo me, la più grande verità è che l’UOMO E’ L’ESSERE PIU’ SOLO IN ASSOLUTO : nasce solo e muore solo, e la sua vita, come la sua morte, non può viverla che lui E NESSUN’ALTRO AL POSTO SUO.
Per questo mi viene, spesso, da pensare se qualcuno ci domanda mai cio’ che, in realtà, vogliamo,e che nulla ha a che vedere con cio’ che gli  altri si aspettano da noi , e se quella che viviamo è la nostra o è piuttosto la vita di un’altra persona, in  un mondo nel quale tutto viene esibito, scandagliato, processato, sezionato, minuziosamente analizzato, urlato, senza pudore, in un’apoteosi del pubblico e nel disprezzo totale del privato, del personale, dell’intimistico.
Se guardiamo, con un sorriso di benevolenza, un gruppo di studenti all’uscita da scuola, vediamo ragazzi e ragazze vestiti tutti alla stessa maniera: tutti con scarponi e jeans pesanti, anche se c’è un caldo da africa nera. Ma non importa! Mai metterebbero  e non lo fanno, infatti, un paio di sandali quando ci sono 40°: che oscenità! E gli altri, poi, che penserebbero? E se, poi,c’è freddo (di quello che ghiaccia le ossa ), li avete mai visti con un cappotto? Cappotto è una parolaccia: muoiono congelati come stoccafissi in un freezer, ma mai e poi mai ammetterebbero di aver freddo! La moda non ammette, e non solo essa, di essere diversi: UGUALI, tutti uguali, tutti sempre rigorosamente uguali: COPIA CONFORME ALL’ORIGINALE-
Ma, mi domando, l’ORIGINALE QUAL’E’? Questo è il vero problema: oggi (lo era anche ieri, sebbene in misura nettamente inferiore) non si perdona l’unicità’ della persona, che viene guardata come blasfema e bollata col marchio dell’infamia della diversità, se non e’ identica alle altre pecore del gregge.
Ed, allora, non c’è perdono per lo studente che studia, per il lavoratore che svolge con coscienza le proprie mansioni, per il giovane che ama uno sport che non è considerato da maschio, per il genitore che dice NO quando tutto, li’ intorno, dice SI.
Infatti, dire NO quando gli altri dicono l’opposto, non solo è difficile e controcorrente, ma addirittura EROICO: genera astio, diffidenza, ostilita’ .
 Un genitore, ma anche un educatore, un insegnante non deve “OCCUPARE “ il  figlio, ma  semplicemente  prenderlo per mano, per condurlo verso l’autonomia, ma quanta strada, quante difficoltà e incomprensioni,  quanta durezza, vi sono in questo “semplicemente”!
Insegnare che esistono delle regole che vanno rispettate (e dare per primi l’esempio), che la felicità non sta nel possedere il telefonino o il tablet di ultima generazione, che i “no “ aiutano a crescere: tutto cio’ equivale, quasi sempre, a saltare nel vuoto senza rete di protezione.
Perché, un tempo, scuola, famiglia, società, erano tutti, ovviamente con le dovute eccezioni, coèsi nel processo di formazione umana, mentre oggi, invece, assistiamo, purtroppo,ad una miriade di spinte illogiche e sciagurate che procedono in tutte le direzioni e in senso opposto, senza condurre a nulla e al centro di tutto cio’vi e’ la persona , che si lacera e sgretola in tale conflitto, che diventa, pertanto, distruttivo e non costruttivo.
 E’ un conflitto che blocca la crescita e la maturazione, che  devono necessariamente passare attraverso i fallimenti, i lutti, le perdite, gli ostacoli che la vita, prima o poi, piu’ o meno, offrira’ inevitabilmente a tutti ; è un conflitto che diviene dilaniante se  preceduto dai troppi SI’ detti. PERTANTO, diciamo (quando lo riteniamo utile e anche se dobbiamo andare controcorrente) questi benedetti NO ai nostri figli: consentiremo loro, cosi’,di non essere copie conformi ad un originale (che non condividiamo), ma di  ESSERE, invece, ESSI STESSI E CIASCUNO DI ESSI, UN ORIGINALE . IL PROPRIO ORIGINALE, UNICO, SENZA COPIA.

Perche’ “La visione di un uomo non puo’ prestare le ali a un altro uomo….perche’ il maestro, se è saggio veramente, non vi offrira’ di entrare nella casa della propria sapienza ma vi condurra’ sino alla soglia della vostra mente …perche’ l’anima cammina in tutti i sentieri , e apre se stessa come un fiore di loto…” –(Gibran )-


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